venerdì 18 marzo 2011

Zenit a conferma del fatto che Bologna è stata una scelta assolutamente folle ma l'unica intelligente della mia vita.
Ho passato quattro giorni a Lecce con Chiara per il suo intervento. Lecce è bellissima. La fortuna ci ha baciato e a parte il mercoledì, perso ovviamente in ospedale, ci siamo godute una bella mini-vacanza. Passeggiate, leccornie, cenette, oziate colossali sul lettone davanti alla tv. In ospedale il personale era gentilissimo, tutti molto efficienti, un clima molto rassicurante. L'intervento ha portato alla luce una malformazione di Chiara che ha complicato un pochino le cose, ma il risvolto positivo di quest'esperienza è stata proprio la rete di affetti che ci ha portato in braccio da Bologna.
Martine è rimasta a casa a godersi la vita con Elena, che ha retto il pezzo di famiglia rimasto a casa e gli animali come se fosse la cosa più naturale del mondo. La classe di Chiara tutta ci ha inondato di messaggini e telefonate di incoraggiamento. Le mie "mamme" studentesse idem. La nostra dada, le maestre della materna, tutto un giro di persone che ci hanno sorretto e accompagnato per tutto il percorso.
Milano e Amsterdam non erano così. Le poche volte che dubito delle scelte fatte, solo quando come ora sono nei guai da un punto di vista meramente economico, mi rendo invece conto che questa città e tutta la gente che c'è dentro rende la nostra vita bella, calda, gratificante. Semplicemente felice.
E dici poco.

lunedì 21 febbraio 2011

Sublime attimo di sospensione. Le corse continue, la baraonda, questo carosello che è la mia vita da quando Ed è partito: per un attimo è tutto fermo. Ho esattamente quattro minuti di tempo prima che riprenda. Potrei fare molte cose in quattro minuti, tutte estremamente sensate. Ne faccio una sola, peccaminosa, celestiale: nulla. Non c'è nessuno in casa, il cane dorme, il telefono non squilla, non ho acceso lavastoviglie lavatrici aspirapolvere, nulla. Sto in silenzio. Ferma. Respiro. Ascolto questo prezioso silenzio perfetto. Beatitudine pura.

mercoledì 26 gennaio 2011

Rientro da un fine settimana estenuante a Milano. Mia madre passa il tempo a piangere, come ormai fa da tempo. Che non si può arrivare a 85 anni, che è ora di morire, che ogni giorno si sveglia e fa una cosa in meno del giorno prima, che tutte le sue amiche sono morte o rimbecillite, che la testa non le funziona, che si annoia perché non può ricamare, che Carlo ha troppo successo, Dario lavora come un negro, Roberto non telefona mai, che i nipoti non hanno chiamato per Capodanno e sicuramente le altre nonne sono state prese in maggiore considerazione...un fiume in piena di drammi. A lei sembrano reali e cerchi di portar pazienza. Ascolti, consigli, proponi. Qualunque soluzione avanzata viene rispedita al mittente. Se dopo un po' le chiedi cosa voglia fare allora per migliorare la situazione, una volta escluso il suicidio e non avendo altri problemi che un ginocchio sifulo, risponde che "ad essere stati razionali avrei fatto una vita certamente diversa, dove non mi preoccupavo tanto per gli altri". Che cosa c'entri non so, comunque insisto sul fatto che deve trovare qualcuno che vada a stare con lei tutti i giorni, fosse solo per mezza giornata. Due chiacchiere, i giri che deve fare, un aiuto.
Non se ne parla nemmeno.
E allora piangi, che devo dire?

Ieri mi telefona mentre sto facendo manovra per parcheggiare al super per chiedermi se ero soddisfatta del candidato del PD che ha vinto le primarie come candidato sindaco di Bologna. Le rispondo che io avrei votato qualcun altro, comunque andrà bene così, immagino.
Oggi mi chiama mentre ho Chiara a casa con la febbre, Martine con un polso incriccato, una montagna di lavoro da smaltire, la casa che scoppia e mi dice:
"Ho qui un numero che ti riguarda, aspetta un attimo"
"In che senso un numero?"
"Ora lo cerco. Ormai non trovo più nulla, ho proprio perso la testa. Non si può arrivare a questa età. Aspetta che lo cerco"
"..."
"Era qui un momento fa, non si trova più nulla, chissà la Filippina dove ha deciso che andava messo"
"..."
"Erano le tue coordinate bancarie, non le trovo"
"A cosa ti servono le mie coordinate bancarie?"
"Non lo trovo da nessuna parte, come si fa ad avere una testa così."
"Mamma, comunque non me le ricordo a memoria, dovrei andarle a cercare e ora proprio non posso, sto lavorando"
Click.
Tut tut tut tut.
Ha messo giù.

lunedì 20 dicembre 2010

4 gennaio 2011: la nuova attività di Ed in Olanda parte sul serio
31 marzo 2011: la nostra a Bologna finisce
13 aprile 2001: operiamo Chiaretta

L'anno nuovo deve ancora arrivare e già inizia a riempirsi di fatti pregnanti.

giovedì 16 dicembre 2010

‎"L'interrogazione sulle tabelline sicuramente è andata male perché sono andata in tint".
La figlia fashionista.

domenica 21 novembre 2010

Domenica di pioggia. Meno male, devo recuperare due settimane di lavatrici non stirate. Abbiamo passato l'ultimo mese a correre come degli idioti quindi oggi le bimbe - finiti i baccanali in onore del 12° compleanno di Martine - hanno ordine di restare a casa senza la solita masnada di amici e impegni.
Dopo una mattina di tranquilli lavori di casa inizio a stirare. Marti è sdraiata per terra insieme ad Alice e ascolta canzoni su Youtube. Parte da Jovanotti ("Credevo fosse più bello", dice. "Bè - rispondo - per uno che fa il cantante non è mica importante che sia bello, basta che sappia cantare". Chiara reagisce con un modestissimo "Allora io non posso cantare perché sono bella". Alla faccia dell'autostima). Da Jovanotti a Tiziano Ferro il passo è breve. Da lì a "E Raffaella è mia" è un attimo.
Una valanga. E' bastato scoprire che Raffaella Carrà esiste davvero e in effetti canta e balla per far saltare la diga. Stiriamo e scodinzoliamo ascoltando il Tuca Tuca, Ballo ballo e poi via da Gianni Morandi con Fatti mandare dalla mamma e Andavo a cento all'ora, Vianello e i suoi Watussi, Abbronzatissima, Guarda come dondolo, Fred Buscaglione, Mina con la zebra a pois. Come le ciliegie un numero tira l'altro, si dondola e si sculetta e d'un tratto la montagna di panni da stirare è pronta da riporre nell'armadio.
Sicuramente ci sono mille altri modi migliori di questo per passare la domenica.
Al momento però non mi vengono in mente.

lunedì 15 novembre 2010

Marti e babbo sul divano a smanettare col computer, mamma a rassettare la cucina.

Martine: "Snoop dog è morto?"
Mamma: "No, amore"
Martine: "Canta ancora?"
Mamma: "Sì, piccola"
Martine: "Ma com'è, giovane o vecchio più o meno come voi?"