giovedì 8 settembre 2011

Mi vien da dire che il Padreterno non è un tipo che serba rancore.

sabato 27 agosto 2011

Meno male, il vento si è alzato e cominciamo a respirare. In tutti i sensi.
Spararsi 1300 chilometri di autostrada di notte è furbo perché si evita il traffico. Meno furbo perché è un vero massacro. Siamo partiti da un paese dove abbiamo dormito tutta l'estate sotto un piumino per arrivare in una Bologna affogata dal caldo. Che qui d'estate faccia caldo non è certo una novità. Ma entrare in un forno quando già si è stracchi da un viaggio vuol dire cercarsi guai.
Abbiamo passato i primi due giorni alternando uno stato catatonico-depressivo all'autocommiserazione. Oh noi tapini, perché mai abitiamo in questa minuscola scatola di fiammiferi traboccante orpelli? Oh noi miserandi, come potremo mai affrontare tutto il lavoro che ci aspetta in questo caldo spossante? Oh, se solo qualche intervento propizio ci salvasse da questa valle di lacrime.
Poi siamo andati a cena da alcuni amici che ci portano luce, abbiamo iniziato a riprendere contatto col nostro mondo italiano, il vento si è alzato e ci siamo ripresi. A simbolo della vita che torna a scorrere nelle vene abbiamo ripulito l'armadio per far spazio al nuovo guardaroba delle figlie (opera di zia), gettando via una caterva di roba. Molto liberatorio.
Fatti sotto anno nuovo, noi siam pronti.

mercoledì 24 agosto 2011

Shell-shocked.

domenica 21 agosto 2011

Oooh, ci siamo goduti una settimana di vacanza facendo i turisti. Sono a venuti a trovarci degli amici da Bologna e ne abbiamo approfittato per far vedere loro un pò d'Olanda. Musei, giri in bicicletta, barbeque in giardino con tuffi nel fiume annessi, passeggiate per Amsterdam, visite a castelli medievali, la casa di Anne Frank, mulini, giri per boschi. Il tempo ha tenuto botta tutta la settimana, tranne un pomeriggio di leggera pioggia, una fortuna sfacciata.
Ora sono ripartiti e la casa ci sembra un pò vuota. La vacanza è davvero finita, domani ci si organizza per il rientro e fra due giorni si torna. Una vacanza di due mesi non ci capita tutti i giorni, eppure ci sembra di essere stati qui un paio di settimane.
A presto.

venerdì 12 agosto 2011

Chi lo conosce sa che Ed non è un tipo molto espansivo. A casa chiacchiera abbastanza, ma appena entra in contatto con il mondo esterno diventa di pietra. E' capace di passare una serata intera con amici e non aprir bocca. A volte chi non lo conosce si preoccupa ("si starà annoiando?"), senza sapere che una volta tornato a casa magari dice tutto soddisfatto "Ah, che bella serata, sono stato proprio bene".
Poi ogni tanto ride. Non si ha mai la certezza di cosa scateni una delle sue bellissime risate, quindi quando arrivano sono sempre una sorpresa e un regalo.
La risata di Ed vince a mani basse il premio per il suono più bello del mondo. Quando ride, il mondo intero ride con lui. Per qualche minuto si è sospesi nella beatitudine più pura. Che dire; sono di parte, questo è chiaro, ma vale veramente la pena sentirlo.
Spero che si dimentichi di leggere il mio blog, altrimenti chi lo sente. Magari si consola sapendo che ho un pubblico fedele ma molto ristretto, giusto un paio di parenti e di amici che per caso hanno scoperto che scrivo.

lunedì 18 luglio 2011

When in Rome, do as the romans do. When in Holland...
Si fa presto a tornare ai modi olandesi. Come da copione, siamo sotto una pioggia pressoché perenne. Allora si impara a fare come fa il resto del paese, ossia: al primo raggio di sole (o per lo meno alla prima vaga schiarita) si molla tutto e si esce.
Ieri abbiamo approfittato della prima nuvola meno carica di pioggia per inforcare le biciclette e farci un giro. Abbiamo pedalato per una quindicina di chilometri in mezzo a questi prati sconfinati. Nel giro di un'ora abbiamo incontrato: mucche e pecore (un classico), una mamma capra con quattro tenerissimi caprettini, galline gazze rondini, cani gatti cavalli, un tacchino con due pulcini (veramente brutti, porìn), un airone, anatre, due cigni e due maiali enormi neri e pelosi.
A Bologna quando incontro un fagiano nel parco mi sembra il massimo dell'esotico.
E così ogni paese ha una sua bellezza.
Epilogo: abbiamo fatto in tempo a riporre le bici ed è venuto giù l'inferno. Noi intanto la nostra bella pedalata ce la siamo goduta. Nella vita forse è meglio non stare troppo a pensare, altrimenti si perdono le occasioni delle schiarite.

lunedì 11 luglio 2011

E sempre riguardo al mio post precedente, c'è da dire che l'Olanda è proprio stronza e che sta facendo del suo meglio per farsi vedere dal suo lato migliore. Vivo sull'acqua in una casa con giardino, vedo gente passarmi sotto il naso sopra bellissime barche e farmi ciao ciao mentre sono comodamente seduta sul divano. Esco e cammino lungo una strada ammantata di alberi profumati, sbirciando dentro case fiabesche. Prendo la bici e passo da un paesino all'altro attraversando una cartolina con il prato verdissimo la mucca che pascola e le nuvolette bianche disegnate in un cielo di un blu improbabile. Mi sforzo di pensare che nulla di tutto ciò è vero. E' una vacanza, una bellissima vacanza, ma non è la nostra vita. Questa casa non è nostra, se mai dovessimo tornare non abiteremmo certo in mezzo a prati fatati ma in un appartamento al quarto piano senza ascensore in una popolatissima strada di città, incasinata come tutte le città del mondo. E' vero che ora splende il sole e sembra di vivere a Cartoonia, ma è anche vero che tra poco inizia a diluviare e non smette più fino a giugno prossimo.
Poi però porto il cane a fare un giretto e vengo risucchiata un'altra volta dall'idillio. Ci penso e capisco come mai un paese che avevo ripudiato di netto ora mi attira con il suo canto da sirena. Mi attira per le stesse ragioni per le quali l'avevo abbandonato. Qui tutto segue le famigerate "tre erre" che le levatrici olandesi predicano per il benessere dei neonati: Rust (quiete), Reinheid (pulizia) e Regelmaat (regolarità). Tutto quello che mi tirava scema dieci anni fa, ora mi sembra un sogno. Dopo una decade vissuta su una fune, con l'incertezza come unica costante, rivedo la mia vecchia vita con i suoi giorni ben scanditi da riti precisi in un paese che segue una sceneggiatura ben delineata e mi sembra da matti aver abbandonato tutto. L'altro giorno ero ad Amsterdam con una mia amica storica che ho conosciuto qui quasi vent'anni fa. Da allora abbiamo avuto entrambe delle vite da flipper ma in un modo o nell'altro ogni tanto riusciamo a riconnetterci. Ridendo mi diceva "Ti ricordi quando una volta a casa tua ti raccontavo che non sapevo dove sarei stata e cosa avrei fatto l'anno dopo? Tu mi hai risposto 'Pensa a me, che so fin da ora che sarò esattamente qui a fare quello che sto facendo ora'. Bè, alla fine hai girato forse tu più di me".
Son certa che se domani tornassi, una volta riconquistata la pace, mi verrebbe la nostalgia per il furore italiano. Amo ferocemente un paese caotico e altrettanto profondamente un paese ordinatissimo. Ma sarò scema.