Il diritto non è mica una coperta troppo corta. Non è che estendendo il diritto a una persona di sposarsi con qualcuno del suo stesso sesso, scopro i piedi a quelli che non lo concepiscono. Se tiro la coperta verso chi vuole poter disporre della propria morte, non lascio al freddo chi invece la spina non la vuole staccare. Questa settimana di fuoco appena conclusasi attorno al capezzale di Eluana Englaro - veramente uno dei capitoli più biechi nella nostra storia del dopoguerra - mi ha scosso parecchio. Ma dopo la furia, i comizi, lo sbigottimento alla fine sono rimasta semplicemente perplessa. Perché sinceramente non capisco quali svantaggi possa portare uno Stato realmente laico. Inteso come una cornice dentro la quale possano convivere credenti, atei, musulmani, buddisti, indifferenti, omosessuali e non, insomma la vita in tutta la sua complessità. Io non posso permettermi di andare dalla famiglia di uno in stato vegetativo permanente a dirgli "Ma staccagli la spina, che razza di vita è?". Non mi verrebbe mai in mente, ognuno fa le scelte che considera più opportune. Ma allora perché possono venire da me e dirmi che invece rimanere attaccati ad una macchina (sconfiggendo in tal modo la natura, che mi avrebbe voluta già morta) è l'unica scelta giusta perché "la vita è sacra"? E se per me non lo è? O per lo meno, se non lo è la vita puramente biologica, senza coscienza di sé e degli altri?
Ed e io ci siamo risposati proprio perché io avevo il terrore di finire attaccata ad una macchina senza che lui mi venisse parente. Un uomo col quale ho condiviso metà della mia vita, ho fatto due figli, mi conosce come nessuno al mondo e per la legge non avrebbe neanche avuto il diritto di venire a visitarmi in ospedale. Non mi è costato fatica, ma allo stesso tempo un pò sinceramente mi urta che certe scelte siano più o meno obbligate. Avessi vissuto in uno stato un filino più civile, avrei sottoscritto un contratto di convivenza.
E se domani mia figlia si innamora di una donna, sarà una cittadina di serie B. Non avrà gli stessi diritti di chi invece è "normale". Ma permettere a lei di sposare la donna che ama, cosa toglie a chi invece considera "vera" solo una famiglia composta da una donna, un uomo e dei figli?
mercoledì 11 febbraio 2009
venerdì 6 febbraio 2009
Meno male che ancora mi indigno. Per la prima volta in quaranta e passa anni, mi ero preoccupata. Non volevo più vedere un telegiornale, leggevo giusto i titoli dei giornali online, avevo messo la bandiera del "mio" partito in cantina. Mi rivoltavano tutti, nessuno escluso. Temevo di essere diventata qualunquista, davanti a questo deserto morale e umano.
Invece no. Ce n'è voluta una grossa come una montagna, ma ancora qualcosa mi smuove. Ci sono voluti quegli stronzi dei nostri parlamentari che calpestano il dolore di una famiglia, una sentenza della Corte di Cassazione, la nostra costituzione e il nostro Presidente per varare un decreto "salvavita". Nessuno poi che ci spieghi che razza di vita è, ma per carità, è sacra.
Mi dispiace. Veramente. Ma allo stesso tempo il fatto che mi tremano le mani dall'incazzatura mi fa ben sperare, si veder che non mi sono assuefatta del tutto.
Invece no. Ce n'è voluta una grossa come una montagna, ma ancora qualcosa mi smuove. Ci sono voluti quegli stronzi dei nostri parlamentari che calpestano il dolore di una famiglia, una sentenza della Corte di Cassazione, la nostra costituzione e il nostro Presidente per varare un decreto "salvavita". Nessuno poi che ci spieghi che razza di vita è, ma per carità, è sacra.
Mi dispiace. Veramente. Ma allo stesso tempo il fatto che mi tremano le mani dall'incazzatura mi fa ben sperare, si veder che non mi sono assuefatta del tutto.
venerdì 2 gennaio 2009
Per fortuna non mi succede spesso, ma a volte veramente mi chiedo se non ho sbagliato tutto. O meglio, non tutto: Ed e le piccole, "la base" non la cambierei per nulla al mondo. Mi domando però se non sarebbe stato più furbo rimanere in Olanda. E subito mi stupisco di aver scritto "più furbo" invece di "meglio" e mi rendo conto che in effetti è quello il mio tarlo. In Olanda ci sono i nonni, le bimbe ogni tanto potevano dormire lì; loro avevano un week-end di stravizi e noi una serata al cinema. Amsterdam è bella, ci sono un mucchio di ristorantini dove passare una piacevole serata. Mi mancano i canali, gli edifici, i caffè, addirittura alcuni negozi. Su a livello materiale avevamo una vita molto più comoda. Forse se non mi fossi spostata a quest'ora, a parte il fatto di possedere una casa, avremmo avuto più soldi per poter viaggiare. A volte mi pesa non poter portare le piccole a fare qualche bel viaggio, vedere Parigi, Londra, Barcellona. Lo faranno da sole quando sono più grandi, non è un dramma, ma instillar loro il piacere di vedere posti nuovi non mi dispiacerebbe.
Bologna secondo me è bellissima. Tutti mi dicono che è tanto peggiorata negli ultimi anni; non lo so, può darsi. A me comunque piace parecchio, ci si vive bene. Qui ho trovato in realtà tutto quello che mi mancava disperatamente in Olanda: un contatto umano degno di questo nome, una vita più a misura d'uomo. Ora poi sembra che gli anni più turbolenti siano passati, ci siamo più o meno assestati. Le piccole hanno la loro scuola vicino casa, il loro giro di amici, sanno già dove andranno alle medie (una pianificazione di anni per noi inconcepibile). Il lavoro va bene, il nuovo ufficio è molto bello. Noi come famiglia valiamo molto più ora di quanto non valessimo all'inizio; il rodaggio è stato lungo ma alla fine ci siamo trovati.
E allora perché mi assale la nostalgia e mi sorgono mille dubbi?
Credo che sia semplicemente l'annoso problema di avere il cuore in troppe scarpe. Un pezzo di noi sta in Olanda, un pezzo qui in Italia. Un pezzetto viaggia con le amiche tra Francia, Spagna, Sud America. Un altro pezzetto per fortuna è qui a portata di mano, tra le Marche, Firenze, Bologna e Milano. Quello che per anni è stato solo un sogno, poter prendere la macchina e nel giro di poche ore incontrare zie, cugine, fratelli, ora è una realtà che ancora mi ammalia.
A volte invidio chi è nato in un posto, non si è mai spostato, ha tutti i suoi affetti concentrati.
In generale, però, credo che per quanto possa a tratti essere faticoso, sia bello anche così. Con il cuore sparso per mezzo mondo.
Bologna secondo me è bellissima. Tutti mi dicono che è tanto peggiorata negli ultimi anni; non lo so, può darsi. A me comunque piace parecchio, ci si vive bene. Qui ho trovato in realtà tutto quello che mi mancava disperatamente in Olanda: un contatto umano degno di questo nome, una vita più a misura d'uomo. Ora poi sembra che gli anni più turbolenti siano passati, ci siamo più o meno assestati. Le piccole hanno la loro scuola vicino casa, il loro giro di amici, sanno già dove andranno alle medie (una pianificazione di anni per noi inconcepibile). Il lavoro va bene, il nuovo ufficio è molto bello. Noi come famiglia valiamo molto più ora di quanto non valessimo all'inizio; il rodaggio è stato lungo ma alla fine ci siamo trovati.
E allora perché mi assale la nostalgia e mi sorgono mille dubbi?
Credo che sia semplicemente l'annoso problema di avere il cuore in troppe scarpe. Un pezzo di noi sta in Olanda, un pezzo qui in Italia. Un pezzetto viaggia con le amiche tra Francia, Spagna, Sud America. Un altro pezzetto per fortuna è qui a portata di mano, tra le Marche, Firenze, Bologna e Milano. Quello che per anni è stato solo un sogno, poter prendere la macchina e nel giro di poche ore incontrare zie, cugine, fratelli, ora è una realtà che ancora mi ammalia.
A volte invidio chi è nato in un posto, non si è mai spostato, ha tutti i suoi affetti concentrati.
In generale, però, credo che per quanto possa a tratti essere faticoso, sia bello anche così. Con il cuore sparso per mezzo mondo.
martedì 9 dicembre 2008
Abbiamo ospiti tre ragazze australiane, lontane parenti di Ed. Martine è molto affascinata dall'idea di girare il mondo con uno zaino in spalla ma allo stesso tempo l'idea l'atterrisce.
Prima di andare a letto mi chiede: "Ma domani le ragazze sono ancora qui?" "Sì, amore, restano fino a venerdì". "Ma noi domani non ci siamo". "No, piccola, sono da sole".
Ci pensa un pò su, si vede che l'idea la inquieta. Poi chiede: "Ma si sanno gesticolare da sole?"
Prima di andare a letto mi chiede: "Ma domani le ragazze sono ancora qui?" "Sì, amore, restano fino a venerdì". "Ma noi domani non ci siamo". "No, piccola, sono da sole".
Ci pensa un pò su, si vede che l'idea la inquieta. Poi chiede: "Ma si sanno gesticolare da sole?"
giovedì 20 novembre 2008
martedì 11 novembre 2008
Il pensiero positivo è sopravvalutato.
Esco di casa per portare le piccole a scuola e venire in ufficio. Per il tempo che mi ci vuole a scendere dal settimo piano alla cantina dove teniamo le bici, sono beata. Le piccole non hanno problemi a scuola (e mi sorprende notare quanta della mia serenità dipenda dal loro stato d'animo), nessuno è malato, grossi casini in ufficio non dovrebbero essercene. Non sarà una giornata tipo dove giriamo come galline impazzite. Si va in ufficio, si torna, si stàa a casa tranquilli. Non diluvia, non fa un freddo eccessivo, la vita è bella.
Il tempo di arrivare davanti alla porta della cantina e rendermi conto che non ho le chiavi, che ho lasciato a casa il lucchetto della bici, che arriveremo in ritardo, che mi sono dimenticata metà delle cose che mi servono in ufficio. E subito salto come una molla, torno su, mi affanno per arrivare in orario a scuola e penso: "Il pensiero positivo è una cazzata".
Esco di casa per portare le piccole a scuola e venire in ufficio. Per il tempo che mi ci vuole a scendere dal settimo piano alla cantina dove teniamo le bici, sono beata. Le piccole non hanno problemi a scuola (e mi sorprende notare quanta della mia serenità dipenda dal loro stato d'animo), nessuno è malato, grossi casini in ufficio non dovrebbero essercene. Non sarà una giornata tipo dove giriamo come galline impazzite. Si va in ufficio, si torna, si stàa a casa tranquilli. Non diluvia, non fa un freddo eccessivo, la vita è bella.
Il tempo di arrivare davanti alla porta della cantina e rendermi conto che non ho le chiavi, che ho lasciato a casa il lucchetto della bici, che arriveremo in ritardo, che mi sono dimenticata metà delle cose che mi servono in ufficio. E subito salto come una molla, torno su, mi affanno per arrivare in orario a scuola e penso: "Il pensiero positivo è una cazzata".
mercoledì 5 novembre 2008
Notte passata attaccata alla televisione. Come tante altre volte in passato. Esultante per la vittoria di Prodi, allibita e sgomenta per la vittoria a valanga di Berlusconi.
Questa volta incredula per la vittoria di Obama. Non volevo altro ma non osavo sperarlo. E invece gli Americani, al contrario di noi, hanno fatto la cosa giusta.
Mi ricordo il crollo del muro di Berlino come se fosse ieri, queste elezioni americane vissute come se fossero mie non le scorderò mai.
Che bella la storia vista da vicino.
Questa volta incredula per la vittoria di Obama. Non volevo altro ma non osavo sperarlo. E invece gli Americani, al contrario di noi, hanno fatto la cosa giusta.
Mi ricordo il crollo del muro di Berlino come se fosse ieri, queste elezioni americane vissute come se fossero mie non le scorderò mai.
Che bella la storia vista da vicino.
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