Per darmi una calmata ho tirato giù l'albero e rimosso tutte le decorazioni natalizie. Le feste non potevano finire in modo più brusco, speriamo che questo non sia il ritmo che ha deciso di tenere il 2010...
lunedì 4 gennaio 2010
Nove giorni di oblìo passati sul divano della suocera a leggere bei libri e farsi viziare poi si scontano. Rientriamo dall'Olanda e in un giorno solo ci chiama un'amica carissima per dirci che è morta sua mamma, telefona zia dalle Marche per comunicarci che hanno amputato una gamba a zio (e che i dottori, delicatissimi, hanno commentato così l'intervento: "L'operazione è andata bene, ma tanto muore") e ricoverano d'urgenza mio cognato per quella che sembrava essere un'appendicite ma non è (e cos'è? non si sa).
giovedì 17 settembre 2009
martedì 15 settembre 2009
Della serie: con i figli non si può mai vincere.
Viene a trovarci la nostra dada, si chiacchiera un po' in famiglia. Viene fuori che Marti ogni tanto alza gli occhi al cielo e si chiede come mai le doveva capitare proprio questa mamma. "Perché", chiede Giusy "pensi che mamma sia troppo severa?". "Anche" risponde la grande. "E poi?" "E poi mi sbaciucchia troppo".
Morale: riesco a darle sui nervi perché sono troppo severa e troppo affettuosa contemporaneamente.
Una vera artista della molestia.
venerdì 17 luglio 2009
Sto espandendo il mio repertorio. A parte le classiche banali cadute, ho iniziato col far cadere il cellulare nel water, ho raffinato la tecnica buttandone uno nel cassonetto del vetro e ora ho raggiunto nuove vette buttando l'ultimo per errore fuori dalla finestra dal settimo piano.
Praticamente un'arte.
Praticamente un'arte.
giovedì 7 maggio 2009
"Children...they lick the foam off your latte. What's yours is theirs". Ascoltavo questa notte un'intervista ad una scrittrice americana a me sconosciuta (seguita a ruota da un'intervista ad un biologo che parlava di scarabei stercorari. Sorprendentemente interessante). Questa tipa prima faceva l'avvocato, poi ha avuto quattro figli e a un certo punto ha deciso di smettere di lavorare per stare a casa con loro. La sua carriera di scrittrice è iniziata proprio quando ha iniziato ad ammattire all'idea di non avere uno spazio proprio, dove i figli non si sentissero legittimi sovrani. Something only I own.
Di per sé non è proprio un concetto rivoluzionario, né qualcosa che non mi sia venuta già in mente (in media una decina di volte al minuto). Però l'immagine del bambino che si sente in diritto di leccarti la schiuma del cappuccino è stata fulminante. E' così, non si può aggiungere altro. I piccoli invadono ogni minuto ogni spazio ogni energia ogni spostamento, tutto. Bisogna tenerne conto costantemente, non hai un angolino tutto tuo. Aggiungendo poi che col marito vivo e lavoro, condividendo anche la lettura dei quotidiani online, le mail, gli sms in tempo reale, capisco come ogni tanto mi venga un filino di claustrofobia.
Mica che voglia mettermi a fare follie. Però ora mi metto a pensare a qualche spazio in esclusiva assoluta dove stare sola soletta solissima, senza nessuno che chiami "mamma!" o che mi ponga quesiti di lavoro.
Di per sé non è proprio un concetto rivoluzionario, né qualcosa che non mi sia venuta già in mente (in media una decina di volte al minuto). Però l'immagine del bambino che si sente in diritto di leccarti la schiuma del cappuccino è stata fulminante. E' così, non si può aggiungere altro. I piccoli invadono ogni minuto ogni spazio ogni energia ogni spostamento, tutto. Bisogna tenerne conto costantemente, non hai un angolino tutto tuo. Aggiungendo poi che col marito vivo e lavoro, condividendo anche la lettura dei quotidiani online, le mail, gli sms in tempo reale, capisco come ogni tanto mi venga un filino di claustrofobia.
Mica che voglia mettermi a fare follie. Però ora mi metto a pensare a qualche spazio in esclusiva assoluta dove stare sola soletta solissima, senza nessuno che chiami "mamma!" o che mi ponga quesiti di lavoro.
giovedì 16 aprile 2009
Ma guarda te come va la vita. Bella come il sole e strana. Ero arrivata giusto a un momento in cui mi domandavo se non mi stessi "ritirando" troppo dalla vita sociale, rinchiusa in un cerchio blindato di lavoro-casa-figli, poco disponibile ad uscite e chiacchiere. Non che me ne preoccupassi troppo, ma ogni tanto il pensiero mi veniva. Molti contatti li avevo persi per strada, più di quanti non ne avessi tenuti.
E poi nel giro di poche settimane tutto cambia. Claudia, Petra, Cinzia, Bert, Giuseppe, gente che non sentivo da anni e che riappare. Amici che sembravano irraggiungibili, divisi da un fossato di anni non condivisi e di esperienze non raccontate. Poi allunghi un dito e in realtà li ritrovi ancora tutti lì, come se non si fossero mai mossi. Si fa un pezzo di strada insieme, si prendono direzioni diverse e alla fine ci si ritrova dopo una curva e si continua a chiacchierare. Non ci si perde, si imboccano viuzze parallele ma alla fine ci si rincontra. Domani rivediamo un amico che sta in America e non sentiamo da un bel pò, l'altra sera le chiacchiere condivise con Salvatore hanno rinsaldato un'amicizia nata quindici anni fa.
Se a questo si aggiunge poi la sensazione di assoluta beatitudine che ogni tanto mi assale quando vivo con intensità i semplici momenti in cui sono con le piccole, felice di camminare per strada tenendole per mano, non mi posso proprio lamentare :-)
E poi nel giro di poche settimane tutto cambia. Claudia, Petra, Cinzia, Bert, Giuseppe, gente che non sentivo da anni e che riappare. Amici che sembravano irraggiungibili, divisi da un fossato di anni non condivisi e di esperienze non raccontate. Poi allunghi un dito e in realtà li ritrovi ancora tutti lì, come se non si fossero mai mossi. Si fa un pezzo di strada insieme, si prendono direzioni diverse e alla fine ci si ritrova dopo una curva e si continua a chiacchierare. Non ci si perde, si imboccano viuzze parallele ma alla fine ci si rincontra. Domani rivediamo un amico che sta in America e non sentiamo da un bel pò, l'altra sera le chiacchiere condivise con Salvatore hanno rinsaldato un'amicizia nata quindici anni fa.
Se a questo si aggiunge poi la sensazione di assoluta beatitudine che ogni tanto mi assale quando vivo con intensità i semplici momenti in cui sono con le piccole, felice di camminare per strada tenendole per mano, non mi posso proprio lamentare :-)
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